Stai pensando di cambiare ente di certificazione ISO? Rispondiamo alle domande più comuni sul trasferimento
Se hai navigato nei forum sulla gestione della qualità, probabilmente hai notato uno schema ricorrente. Che si tratti di una discussione in un forum o di un’analisi approfondita su una bacheca di settore, il tema del trasferimento della certificazione ISO è spesso un mix tra “sono stufo delle tariffe elevate” e “ho paura che il processo sia un incubo”.
Lo capiamo. Cambiare ente di certificazione è un po’ come cambiare banca: sai che a lungo termine potresti risparmiare denaro ed evitare problemi, ma il pensiero della burocrazia e dei “e se…” ti trattiene dal fare il passo.
In Perry Johnson Registrars (PJR) abbiamo visto di tutto. Non vogliamo essere solo un altro certificato appeso al muro; vogliamo essere un partner per la tua crescita. Per aiutarti nel processo decisionale, abbiamo raccolto le domande più comuni (e talvolta più stressanti) dai forum e le abbiamo affrontate dal punto di vista PJR.
Domanda: Esiste una “tariffa di trasferimento” o una “quota di adesione”?
Risposta: Una delle lamentele più diffuse online riguarda i “costi nascosti” del trasferimento. Alcuni enti di certificazione potrebbero applicare una “tariffa di apertura pratica” che può generare stress.
Noi di PJR crediamo nella trasparenza e riconosciamo che i trasferimenti possono essere complessi. Sebbene ogni situazione sia unica in base al tuo settore e allo standard applicato, PJR adotta un approccio orientato al valore per ridurre al minimo le interruzioni.
- I trasferimenti sono articolati e definiamo il perimetro insieme a te
- Per limitare le interruzioni, eseguiamo l’audit di trasferimento gratuitamente
- Per gli altri costi, offriamo preventivi gratuiti e senza impegno, con un dettaglio chiaro di certificazione e costi di mantenimento
Nessuna sorpresa e nessun costo nascosto: prezzi trasparenti per vedere il tuo ritorno sull’investimento fin dal primo giorno
Tieni presente che eventuali non conformità maggiori non risolte da un audit precedente dovranno essere chiuse prima del trasferimento, oppure potrebbe essere necessario ricominciare con un nuovo audit. In ogni caso, ti informeremo in anticipo.
Domanda: Posso trasferirmi a metà del ciclo di certificazione o devo aspettare?
Risposta: Esiste il mito che si sia “vincolati” fino all’audit di ricertificazione triennale. In realtà, puoi trasferirti quando vuoi!
Secondo le regole della Global Accreditation Cooperation Incorporated (GACI, precedentemente nota come IAF), contenute nel documento IAF MD 2, è possibile effettuare il trasferimento sia durante un anno di sorveglianza sia durante un anno di ricertificazione.
Se non sei soddisfatto del servizio o del tuo auditor attuale, non c’è motivo di aspettare. Noi interveniamo, esaminiamo la documentazione esistente e ci integriamo nel tuo ciclo di audit.
Domanda: Il mio attuale ente di certificazione potrebbe fare “ritorsioni” se me ne vado?
Risposta: Questo timore è spesso citato nei forum. Gli organismi di certificazione accreditati devono garantire trasferimenti senza ostacoli.
La professionalità è alla base del nostro lavoro. Anche se PJR non può controllare altri enti, garantiamo che il tuo passaggio avvenga con la massima discrezione. Il nostro obiettivo è una transizione fluida: ti basta comunicare al tuo ente attuale che intendi trasferirti, al resto pensiamo noi.
Domanda: Devo ricominciare da zero (Stage 1 e Stage 2)?
Risposta: Ricominciare è spesso il principale deterrente per imprenditori e responsabili qualità.
Se il tuo certificato è valido ed è accreditato da un organismo riconosciuto (come ACCREDIA o UKAS), non devi ripartire da zero. Si tratta di un trasferimento, non di una nuova certificazione. Effettuiamo un “Riesame Pre-Trasferimento” (una verifica documentale) per assicurarci che tutto sia in ordine, poi subentriamo nel ciclo di audit esistente.
Come già detto, la presenza di non conformità maggiori non risolte potrebbe complicare il processo, ma ti informeremo sempre in anticipo.
Domanda: Quanto “overlap” è necessario? Non voglio che la certificazione scada.
Risposta: Il timore di un “buco” nella certificazione è una fonte di forte stress per imprenditori e responsabili qualità, soprattutto quando i clienti richiedono prove della certificazione ISO per mantenere i rapporti commerciali.
Il team di pianificazione di PJR presta massima attenzione alle tempistiche. Consigliamo di iniziare il processo almeno 60-90 giorni prima del prossimo audit programmato. Questo ci permette di esaminare i documenti e rilasciare il nuovo certificato PJR senza interruzioni.
Nessun buco, nessuna scadenza, nessuna emergenza.
Domanda: I vostri auditor aggiungono davvero valore o si limitano a spuntare caselle?
Questa è una lamentela comune nei forum, con frasi come: “abbiamo lo stesso auditor da 10 anni e non aggiunge alcun valore.”
Risposta: È qui che PJR fa la differenza. Utilizziamo un metodo chiamato Process Performance Auditing (PPA) Non cerchiamo solo requisiti formali nei manuali, ma analizziamo come i tuoi processi supportano concretamente il business.
Grazie alla nostra rete globale di auditor con esperienza di settore, ti abbiniamo a professionisti che conoscono il tuo ambito specifico, che si tratti di aerospaziale, dispositivi medici o cybersecurity.
La differenza PJR: Quando ci contatti, parli con una persona reale. Nessun sistema automatizzato, nessuna attesa di settimane. Dal primo preventivo al ventesimo audit di sorveglianza, hai un project manager dedicato al tuo fianco.
Pronto a smettere di “cercare enti di certificazione” e ad iniziare una vera partnership?
Contatta PJR Italy oggi al numero (0823) 35.48.74 oppure via email a [email protected] per ricevere un preventivo gratuito e scoprire come trasferire il tuo certificato a un nuovo ente di certificazione.

